Dal 2' Libro di Samuele: (La collera del Signore si accese di nuovo contro Israele e incito' Davide contro il popolo in questo modo: "Su, fa' il censimento d'Israele e di Giuda". Il re disse a Ioab e ai suoi capi dell'esercito: "Percorri tutte le tribu' d'Israele, da Dan fino a Bersabea, e fate il censimento del popolo, perche' io conosca il numero della popolazione". Ioab rispose al re: "Il Signore tuo Dio moltiplichi il popolo cento volte piu' di quello che e', e gli occhi del re mio signore possano vederlo! Ma perche' il re mio signore desidera questa cosa?". Ma l'ordine del re prevalse su Ioab e sui capi dell'esercito e Ioab e i capi dell'esercito si allontanarono dal re per fare il censimento del popolo d'Israele. Passarono il Giordano e cominciarono da Aroer e dalla citta' che e' in mezzo al torrente di Gad e presso Iazer. Poi andarono in Galaad e nel paese degli Hittiti a Kades; andarono a Dan. Poi girarono intorno a Sidone; andarono alla fortezza di Tiro e in tutte le citta' degli Eveie dei Cananei e finirono nel Negheb di Giuda a Bersabea. Percorsero cosi' tutto il paese e dopo nove mesi e venti giorni tornarono a Gerusalemme. Ioab consegno' al re la cifra del censimento del popolo: c'erano in Israele ottocentomila guerrieri che maneggiavano la spada; in Giuda cinquecentomila. Ma dopo che Davide ebbe fatto il censimento del popolo, si senti' battere il cuore e disse al Signore: "Ho peccato molto per quanto ho fatto; ma ora, Signore, perdona l'iniquita' del tuo servo, poiche' io ho commesso una grande stoltezza". Quando Davide si fu alzato il mattino dopo, questa parola del Signore fu rivolta al profeta Gad, il veggente di David: "Va' a riferire a Davide: Dice il Signore: Io ti propongo tre cose: scegline una e quella ti faro".
Gad venne dunque a Davide, gli riferi' questo e disse: "Vuoi tre anni di carestia nel tuo paese o tre mesi di fuga davanti al nemico che ti insegua oppure tre giorni di peste nel tuo paese? Ora rifletti e vedi che cosa io debba rispondere a chi mi ha mandato". Davide rispose a Gad: "Sono in grande angoscia! Ebbene cadiamo nelle mani del Signore, perche' la sua misericordia e' grande, ma che io non cada nelle mani degli uomini!". Cosi' il Signore mando' la peste in Israele, da quella mattina fino al tempo fissato; da Dan a Bersabea morirono settantamila persone del popolo. E quando l'angelo ebbe stesa la mano su Gerusalemme per distruggerla, il Signore si penti' di quel male e disse all'angelo che distruggeva il popolo: "Basta; ritira ora la mano!".
Ora l'angelo del Signore si trovava presso l'aia di Arauna' il Gebuseo. Davide, vedendo l'angelo che colpiva il popolo, disse al Signore: "Io ho peccato; io ho agito da iniquo; ma queste pecore che hanno fatto? La tua mano venga contro di me e contro la casa di mio padre!". Quel giorno Gad venne da Davide e gli disse: "Sali, innalza un altare al Signore sull'aia di Arauna' il Gebuseo". Davide sali', secondo la parola di Gad, come il Signore aveva comandato. Arauna' guardo' e vide il re e i suoi ministri dirigersi verso di lui. Arauna' usci' e si prostro' davanti al re con la faccia a terra. Poi Arauna' disse: "Perche' il re mio signore viene dal suo servo?". Davide rispose: "Per acquistare da te quest'aia e innalzarvi un altare al Signore, perche' il flagello cessi di colpire il popolo". Arauna' disse a Davide: "Il re mio signore prenda e offra quanto gli piacera'! Ecco i buoi per l'olocausto; le trebbie e gli arnesi dei buoi serviranno da legna. Tutte queste cose, re, Arauna' te le regala". Poi Arauna' disse al re: "Il Signore tuo Dio ti sia propizio!". Ma il re rispose ad Arauna': "No, io acquistero' da te queste cose per il loro prezzo e non offriro' al Signore mio Dio olocausti che non mi costino nulla". Davide acquisto' l'aia e i buoi per cinquanta sicli d'argento; edifico' in quel luogo un altare al Signore e offri' olocausti e sacrifici di comunione. Il Signore si mostro' placato verso il paese e il flagello cesso' di colpire il popolo).
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